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Da
quando ha pubblicato nel 1992 il romanzo L'amore molesto la scrittrice
Elena Ferrante è diventata il più cospicuo enigma
delle patrie lettere. Perché nessuno sa chi sia, e molti
sospettano che la Ferrante non esista, che sia soltanto il nom de
plume di uno autore famoso in vena di sfiziosi divertimenti. Di
recente era stata sospettata la traduttrice dal tedesco Anna Raja,
responsabile della collana di e/o in cui era stato pubblicato L'amore
molesto. Adesso è la volta del marito della Raja, lo scrittore
napoletano Domenico Starnone, che ha smentito seccamente di avere
nulla a che fare con questa
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Domenico Starnone
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faccenda. A commentare il tutto ha provveduto Franco Cordelli sul
Corriere della Sera che sostiene di avere avuto l'impressione che
tra il primo romanzo della Ferrante e I giorni dell'abbandono pubblicato
nel 2002, non ci fosse alcuna parentela né stilistica, né
psicologica: "Insomma ebbi il sospetto che non solo l'autore
fosse diverso, ma che se il primo era una donna, il secondo era un
uomo". Cordelli ritiene però assurdo che si possa sospettare
Starnone di essere Elena Ferrante, e insinua che dietro queste presunte
rivelazioni ci sia una ben precisa manovra pubblicitaria motivata
dall'uscita di Labilità, l'ultimo romanzo dell'autore partenopeo.
E conclude che in ogni caso "paragonare questa fittizia scrittrice,
questo Wu Ming 0 o Wu Ming 3, o 4, con Salinger o Pynchon non ha senso".
Il mistero continua e la Ferrante, chiunque essa sia, è probabile
che se la rida. Ma il gioco, se è un gioco, è bello
se dura poco, e questo pare essere durato anche troppo. |
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