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Newsletter n.1 Febbraio 2005

Covacich


E' morto Mario Luzi
il decano della poesia italiana, senatore a vita

IN PRIMO PIANO
Discussioni - Mercato editoriale, bestseller, cultura popolare
e il "suicidio" della critica militante


Baricco
Lo scrittore diventa editore della Fandango Libri

Editoria
Agli "Stati Generali" gli scrittori non hanno diritto di parola

Lettura
Sono sempre meno i giovanissimi che si dedicano ai libri

Ristampe
Una antologia che non si emenda

Polemiche
Il consumismo visto da destra, visto da sinistra

Premi letterari
Una inflazione (e una febbre) che non accenna ad acquietarsi

Letteratura Usa
Quali i compiti degli scrittori nell'America del dopo-11 settembre?

Enigmi
L'identità misteriosa di Elena Ferrante

Covacich
Quando il reality show diventa un romanzo

Baumann
L'intellettuale come mediatore culturale


Guglielmi
Un numero monografico di "Panta" sul critico bolognese

Amicizie
Parise e La Capria, complici e insoddisfatti

Carteggi
Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli

Critica
Perché bisogna cambiare il "canone"

Meticciato
Se gli stranieri decidono di scrivere in italiano

Revisioni
Sgalambro vs Sciascia: basta coll'equazione Sicilia = mafia

Arthur Miller
Morte di un commesso drammaturgo

Letteratura e psicoanalisi
Un convegno a Roma sul disagio della civiltà

Lutti
È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

Transeuropa Express
Scrittori europei a confronto a Roma

Quando il reality show diventa un romanzo
Osserva il maggiore critico televisivo italiano, Aldo Grasso, che "i romanzi più interessanti degli ultimi anni hanno sempre la tv accesa sullo sfondo, da Talk show di Luca Doninelli a Il paese delle meraviglie di Giuseppe Culicchia, da Il re del mondo di Ivan Cotroneo a La televisione di Jean-Philippe Toussaint". L'ultima segnalazione è per il nuovo romanzo di Mauro Covacich, Fiona, pubblicato da Einaudi, che immerge la materia narrativa nel

Alessandro Covacich
mondo dei reality show, dei Grandi Fratelli televisivi, dove si sviluppa una superfetazione di realtà artificiale, finzionale che diventa a un certo punto più concreta e presente della "realtà reale". Scrive Covacich: "Oggi sul mercato ci sono moltissimi prodotti depurati della loro essenza nociva: caffè senza caffeina, panna senza grassi, birra senz'alcol… La realtà virtuale ha semplicemente generalizzato tutto ciò. Il caffè decaffeinato sa di caffè senza essere caffè? Bene, la realtà virtuale sa di realtà senza essere realtà. Tutto qui". Tutto qui e, dunque, tutto bene? Ci aspetta un futuro di mutanti teledipendenti per i quali la vita è tutta un reality? Covacich non lo dice, ma neppure lo esclude. Che il suo sia un romanzo horror?


Direttore Responsabile
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