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Newsletter n.1 Febbraio 2005

TRANSEUROPA EXPRESS


E' morto Mario Luzi
il decano della poesia italiana, senatore a vita

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Lo scrittore diventa editore della Fandango Libri

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Agli "Stati Generali" gli scrittori non hanno diritto di parola

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Sono sempre meno i giovanissimi che si dedicano ai libri

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Una antologia che non si emenda

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Il consumismo visto da destra, visto da sinistra

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Una inflazione (e una febbre) che non accenna ad acquietarsi

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Quali i compiti degli scrittori nell'America del dopo-11 settembre?

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L'identità misteriosa di Elena Ferrante

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Quando il reality show diventa un romanzo

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L'intellettuale come mediatore culturale


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Un numero monografico di "Panta" sul critico bolognese

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Parise e La Capria, complici e insoddisfatti

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Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli

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Perché bisogna cambiare il "canone"

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Se gli stranieri decidono di scrivere in italiano

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Sgalambro vs Sciascia: basta coll'equazione Sicilia = mafia

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Morte di un commesso drammaturgo

Letteratura e psicoanalisi
Un convegno a Roma sul disagio della civiltà

Lutti
È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

Transeuropa Express
Scrittori europei a confronto a Roma

Scrittori europei a confronto a Roma
Promosso dalla Casa delle Letterature e dalla Fondazione Ratti, in collaborazione con gli istituti stranieri di cultura, si è tenuto a Roma dal 23 al 26 febbraio un simposio, modulato in cinque incontri, con ventisei scrittori rappresentativi ognuno di un paese europeo, sul tema dell'identità europea.
L'identità in questione non è naturalmente quella economico-amministrativa dei regolamenti comunitari, ma quella culturale:
la cultura diventa così l'orizzonte in cui comporre le differenti storie e vicende nazionali in una prospettiva più ampia.
Come sottolinea lo scrittore tedesco Friedich Christian Delius - uno dei più lucidi e lungimiranti tra gli scrittori riuniti a Roma - il giacimento aureo e il futuro dell'Europa sono nella cultura, in ogni sua forma: letteratura, arte, teatro, cinema, filosofia. Il problema grave è che gli europei non hanno in genere "coscienza di tale ricchezza", coscienza che implica anche "la responsabilità di dover trasmettere questa ricchezza alle generazioni successive". Delius cita a sostegno delle sue tesi autori europei di ogni epoca ma anche - e forse non è un caso - un testo del saggista statunitense Jeremy Rifkin, Il sogno europeo, nel quale si prospettano i modi in cui l'Europa può diventare il vero motore globale del progresso dopo l'inevitabile declino del sogno americano e soprattutto di una politica basata sull'egoismo, il profitto, il dominio.
Curiosamente sono stati molti gli scrittori che, oltre a Delius, hanno scelto nei loro interventi di guardare alla questione dell'identità europea da un'angolazione distanziata. Delius e la scrittrice spagnola Rosa Montero hanno scelto di guardare all'Europa dalla riva opposta dell'Atlantico ("Ho scoperto l'esistenza dell'Europa nel 1983, durante il mio primo soggiorno negli Stati Uniti", esordisce la Montero nel prendere la parola al simposio).
Altri autori hanno scelto una postazione addirittura più distante. E' il caso ad esempio dello scrittore belga Jean-Philippe Toussaint , che ha scelto come punto di osservazione sull'Europa niente meno che la Cina: "Ho intenzione, per raggiungere il distacco necessario all'osservazione di eventuali specificità europee nei miei libri, di fare una deviazione in Asia".
Per molti autori l'identità europea è definibile solo "in negativo", ossia si può dire solo ciò che l'Europa non è, con una posizione che ricorda quella di una celebre poesia di Montale: "Possiamo solo dire ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".
Comunque dai ventisei interventi sono emersi spunti ed esperienze interessanti. Peccato che lo spazio dedicato alla discussione fosse molto ridotto: il simposio poteva essere un'occasione di reale scambio e dibattito, e invece la maggior parte del tempo è stata assorbita nella lettura di relazioni lunghissime. Ci è sembrato poi che la rappresentanza italiana degli autori presenti, molto importante dal momento che l'Italia era il paese che ospitava l'incontro, non fosse sufficientemente rappresentativa, nel numero e nelle scelte specifiche, della ricchezza nazionale e europea delle nostre lettere. Ma questa è solo la prima puntata di TRANSEUROPA EXPRESS. Vedremo cosa ci riservano i prossimi appuntamenti.
Ricordiamo gli scrittori che erano presenti a questo primo appuntamento: Robert Schindel (Austria); Jean-Philippe Toussaint (Belgio); Panos Ioannides (Cipro); Jean-Christian Grondahl (Danimarca); Emil Tode (Estonia); Jorn Donner (Finlandia); Jean Rouaud (Francia); Friedrich Christian Delius (Germania); Ersi Sotiropoulus (Grecia); Jonathan Coe (Gran Bretagna); Com Toibin (Iralnda); Dacia Maraini (Italia); Mara Zalite (Lettonia); Tomas Venclova (Lituania); Janine Goedert (Lussemburgo); Oliver Friggieri (Malta); Kader Abdollah (Olanda); Stefan Chwin (Polonia), Lidia Jorge (Portogallo) Daniela Hodrova (Repubblica Ceca); Ivan Strpka (Slovacchia), Ales Debeljak (Slovenia); Rosa Montero (Spagna), Richard Swartz (Svezia) Gabor Gorgey (Ungheria), Emine Sevgi Ozdamar (Turchia).
( Tiziana Colusso )


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