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Newsletter n.1 Febbraio 2005

Carteggi


E' morto Mario Luzi
il decano della poesia italiana, senatore a vita

IN PRIMO PIANO
Discussioni - Mercato editoriale, bestseller, cultura popolare
e il "suicidio" della critica militante


Baricco
Lo scrittore diventa editore della Fandango Libri

Editoria
Agli "Stati Generali" gli scrittori non hanno diritto di parola

Lettura
Sono sempre meno i giovanissimi che si dedicano ai libri

Ristampe
Una antologia che non si emenda

Polemiche
Il consumismo visto da destra, visto da sinistra

Premi letterari
Una inflazione (e una febbre) che non accenna ad acquietarsi

Letteratura Usa
Quali i compiti degli scrittori nell'America del dopo-11 settembre?

Enigmi
L'identità misteriosa di Elena Ferrante

Covacich
Quando il reality show diventa un romanzo

Baumann
L'intellettuale come mediatore culturale


Guglielmi
Un numero monografico di "Panta" sul critico bolognese

Amicizie
Parise e La Capria, complici e insoddisfatti

Carteggi
Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli

Critica
Perché bisogna cambiare il "canone"

Meticciato
Se gli stranieri decidono di scrivere in italiano

Revisioni
Sgalambro vs Sciascia: basta coll'equazione Sicilia = mafia

Arthur Miller
Morte di un commesso drammaturgo

Letteratura e psicoanalisi
Un convegno a Roma sul disagio della civiltà

Lutti
È morto Aldo Carotenuto, psicanalista junghiano

Transeuropa Express
Scrittori europei a confronto a Roma

Tra Cesare Cases e Sebastiano Timpanaro lettere senza convenevoli
Presso le Edizioni della Normale è uscito un volume intitolato Un lapsus di Marx. Carteggio 1956-1990 che contiene 117 lettere e sei cartoline che si sono scambiti il germanista Cesare Cases, oggi 85enne, e il filologo Sebastiano Timpanaro (1923-2000). Dall'epistolario esce un quadro critico delle discussioni culturali nell'ambito della casa editrice Einaudi, ma anche sui rapporti che intercorrevano nell'area intellettuale che era prossima al Pci.Negli anni '60 i due non si fanno abbagliare da certi "grandi nomi". Così, Timpanaro giudica "Lévi-Strauss…uno dei più abili imbroglioni dei

Cesare Cases
tempi moderni, un vero asso del ciarlatanismo". Del pari, per Cases "lo strombazzatissimo Roland Barthes mi sembra di un'ignoranza davvero monumentale, benché insegni alla scuola "des Hautes Ètudes". I due discutono inoltre dei gruppi extraparlamentari alla sinistra del Pci, come delle teorie antropologiche di De Martino, criticano la moda dello strutturalismo, come gli errori dei traduttori. Cases commentando le polemiche sul romanzo La storia della Morante, reputa la scrittrice romana "ideologicamente un disastro", e d'altronde di Asor Rosa dice che "non riuscirò mai a leggerlo per intero". Cases non ha una buona opinione nemmeno di Giulio Einaudi: "Come sai ha sempre fatto il democratico tenendo riunioni settimanali dei redattori e consulenti fissi. Naturalmente ha sempre poi fatto quel che voleva (o che voleva Davico o altro suo manager)". In una lettera del '78 Cases ritiene ormai disastroso l'ambiente Einaudi, le famose riunioni del mercoledì sono ormai di mera facciata e noiosissime e a Einaudi interessano soltanto le "Grandi Opere". Insomma, altro che lapsus, qui ci sono motti di spirito critico che non risparmiano i "mostri sacri". Perché, forse, l'intelligenza è sempre "revisionista".

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